Giovani corpo per avere una vita migliore. Però sento

Giovani mogli nascondono grandi segreti

Avevo iniziato a sospettare che mio
marito mi tradisse da quando i nostri rapporti sessuali si erano
diradati. Sono sempre stata una moglie fedele, per me dieci anni di
matrimonio sono volati, posso dire di averlo amato davvero. Ho
trovato i messaggi sul suo smartphone. Una certa Giada. Davvero un
nome da troia. Quello che sto per raccontarvi però non ha niente a
che vedere con la vendetta. È stato quello che si dice un evento
imprevisto. Sabato mattina, Luca è andato al lavoro, io sono rimasta
a letto. Verso le undici, un po’ depressa, mi sono alzata e sono
andata al bar che c’è di fronte al nostro palazzo. Avevo voglia di
fare colazione con la faccia al sole. I nostri amici dicono, con una
certa volgarità, che sono una bomba sexy. È così che dicono. Credo
sia vero ma non mi sono mai servita del mio corpo per avere una vita
migliore. Però sento gli sguardi degli uomini addosso, mi avvolgono
come vestiti e mi fanno sentire nuda. Credo di essere una bella
donna, il mio seno è piccolo, il mio culo no, ma è quello che mia
zia definiva un culo da nera, alto e duro. Luca quando lo facevamo mi
ha sempre presa da dietro, amava il mio culo, e veniva sempre così.

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E a me piaceva sentirlo scaricarsi là dietro, come agonizzando. Non
che provassi sempre piacere fisico, era più una questione di testa.

Venivo perché lui veniva. Sono fatta strana, lo so.

Mi sono seduta al bar. Allora l’ho
visto. È stato un fulmine. Un colpo di fulmine, no, perché non me
ne sono innamorata, quasi non ricordo il suo viso, anche se è
passata una settimana. Era seduto al tavolino, aveva l’aria di un
agente immobiliare, con la sua ridicola cravatta azzurra sul completo
gessato, le scarpe lucide a punta. Era davvero ridicolo, ma con un
sorriso simpatico e il mento importante, mi piacciono i volti degli
uomini che sotto la pelle lasciano percepire le curve del cranio, le
mascelle, gli zigomi. Giuro che non mi ricordo come abbiamo iniziato
a parlare, mi sono ritrovata in profumeria con lui che mi aspettava,
come fosse Luca. Allo stesso modo me lo sono ritrovato addosso nella
sua auto, come una coppia clandestina da B-movie degli anni ’80, nel
nostro garage. Stava capitando proprio a me. Mentre mi infilava una
mano tra le cosce ho chiuso gli occhi e ho pensato assurdamente che
stavo per fare l’amore con Luca. Poi ho fatto una cosa che non riesco
a spiegare. L’ho fermato, lui mi ha guardata stupita, con la sua
stupida cravatta azzurra messa di traverso sullo sparato della
camicia bianca, la patta che gli esplodeva e l’aria trasognata. Mi
sono levata il reggiseno. Poi ho alzato la gonna sui fianchi e gli ho
preso la testa, l’ho spinta contro la mia vagina e ho lasciato che
lui la lavorasse con la lingua fino a quando non ho sentito indurirsi
il clitoride. E poi uno scroscio di cascata, ho chiuso gli occhi e
nella testa è esploso il mio orgasmo. Quello che è successo dopo lo
potete immaginare. Ha goduto anche lui, nel suo modo banale, come
godono solitamente gli uomini, accontentandosi di scippare alla fica
un piacere remunerativo come una paghetta. Sono andata dal
parrucchiere, per premiarmi. A cena ho preparato a Luca il risotto
alla milanese, ne va pazzo.